Storia: tra tradizione e conservazione 1

Buccia Nera è un’azienda agricola a conduzione familiare da 5 generazioni, situata nelle colline della provincia di Arezzo a ridosso dell’appennino Tosco-Emiliano. I suoi Uliveti si trovano dislocati in 3 aree geografiche a poca distanza gli uni dagli altri: Campriano, Muciafora e San Polo.

La Famiglia Mancini iniziò a coltivare olivi fin da metà Ottocento, utilizzando le cultivar tipiche della Toscana, quale frantoio, moraiolo, pendolino e leccino. Nei primi anni del Novecento costruì uno dei più grandi frantoi della zona, un punto produttivo di riferimento a livello locale e regionale.

Storia: tra tradizione e conservazione 2

Nel 1985 una terribile gelata mise in serio rischio gran parte delle piante e ridusse la produzione di olive per diversi anni.
Ma la proprietà, convinta di voler preservare il proprio patrimonio olivicolo, intraprese, non con pochi sacrifici, azioni di ripristino e reimpianto degli oliveti danneggiati.

Nel 1990 l’attività di frantoio cessò, ma rimase attiva la produzione di olive e di olio EVO. La famiglia decise in quel momento di concentrare l’attenzione ad altri rami dell’azienda: quello vitivinicolo e quello agrituristico.

Nel 2002 ha iniziato a lavorare in azienda la 5° generazione, che ancora oggi si occupa della tenuta. Fin da subito ha manifestato un grande interesse alla produzione di olio EVO di alta qualità e la volontà di preservare e tramandare la tradizione che la famiglia aveva acquisito dopo oltre cento anni di olivicoltura. Questi sentimenti hanno spinto le nuove leve a rivalorizzare la loro produzione di olio EVO.

Storia: tra tradizione e conservazione 3

Anche dopo il 2002, periodo di cambiamento e innovazione, la famiglia Mancini ha continuato a coltivare le proprie piante di olivo con agricoltura tradizionale, non intensiva, senza uso di irrigazione e secondo le pratiche dell’agricoltura biologica.

Nonostante le differenti correnti di pensiero, anche la nuova e più giovane delle generazioni ha deciso di valorizzare la tradizione per preservare il patrimonio paesaggistico e il patrimonio gastronomico della Toscana di cui l’olio EVO è punta di diamante, impiegando pratiche agronomiche sostenibili.

Ad oggi, la tenuta conta circa 3500 piante di cui una parte secolare non danneggiata dalla gelata del 1985 e una parte oggetto di nuovi impianti del 1990.